Le infiorate del Corpus Domini

Le infiorate del Corpus Domini

Giugno 13, 2020 Off Di Parrocchia SS. Anna e Gioacchino

La #curiosità di questa settimana è legata alla festa liturgica del Corpus Domini (corpo del Signore) e alla tradizione delle infiorate: quale è il legame tra queste due cose?

La festa del Corpus Domini è connessa al miracolo eucaristico di Bolsena, avvenuto nel 1263. Un sacerdote boemo, Pietro da Praga, in quel tempo di controversie teologiche sul mistero eucaristico, fu assalito da dubbi sulla reale presenza di Cristo nel pane e nel vino consacrato. Per trovare finalmente pace, risolse nel suo animo di intraprendere un lungo pellegrinaggio di penitenza e meditazione alla volta di Roma per pregare sulla tomba di San Pietro. Dopo aver pregato presso la tomba del principe degli apostoli, rinfrancato nello spirito, riprese il viaggio di ritorno verso la sua terra. Lungo la via Cassia, si fermò a dormire a Bolsena nei pressi della basilica di Santa Cristina e per ringraziare Iddio, il mattino seguente, chiese di celebrare la messa. Durante la celebrazione, dopo la consacrazione, alla frazione dell’ostia, apparve ai suoi occhi un prodigio: l’ostia che teneva tra le mani era diventata carne, da cui stillava miracolosamente abbondante sangue. Impaurito e nello stesso tempo pieno di gioia, cercò di nascondere ai pochi presenti quello che stava avvenendo. Concluse la celebrazione, avvolse tutto nel candido corporale di lino usato per la purificazione del calice che si macchiò immediatamente di sangue e fuggì verso la sagrestia. Tuttavia durante il tragitto alcune gocce di sangue caddero sul pavimento tradendo la segretezza del prodigio.

A seguito di questo miracolo, l’11 agosto 1264, con la bolla “Transiturus de hoc mundo“, Urbano IV, che allora risiedeva a Orvieto, istituì la festa del Corpo del Signore. Lo stesso anno iniziò l’edificazione dell’imponente duomo di Orvieto, dove è conservato il reliquiario che contiene l’ostia del miracolo di Bolsena.

Successivamente fu istituita anche la processione del Corpus Domini, che trae le sue origini dalla cerimonia con la quale le reliquie del miracolo, traslate da Bolsena ad Orvieto, furono riposte in S. Maria Prisca, alla presenza di papa Urbano IV. Fu poi nel 1337 che il governo di Orvieto stabilì di portare annualmente l’ostia consacrata e il corporale in solenne processione attraverso le vie della città.

Le infiorate, ossia la realizzazione di tappeti di fiori (o di parte di essi o di segatura colorata) risale invece al periodo barocco (XVII secolo). La tradizione di creare quadri di fiori è nata a Roma ad opera di Benedetto Drei, responsabile della Floreria vaticana, e di suo figlio Pietro, i quali avevano usato “fiori frondati e minuzzati ad emulazione dell’opere del mosaico” per la prima volta il 29 giugno 1625, per la festa dei santi Pietro e Paolo, patroni di Roma. Pochi anni dopo, morto Benedetto Drei, pare sia stato proprio Bernini a divulgare questa tradizione. Alla fine del XVIII secolo dai Castelli Romani (Genzano) invalse la tradizione di decorare con le infiorate le strade dove passava la processione del Corpus Domini. 

Ma quale è il significato di questa tradizione ?

Il significato del tappetto di fiori richiama la dimensione del rispetto e della venerazione dell’ostia consacrata che cammina per le strade del nostro mondo. Come il baldacchino del santissimo Sacramento, sotto il quale è il corpo di Cristo presentato nell’ostensorio tenuto in mano dal sacerdote, mostra il punto esatto dove rivolgere il nostro sguardo durante la processione, così il tappeto segna la strada da seguire dietro a Gesù e nei colori esprime l’esultanza e il tripudio del desiderio di accoglierlo nella nostra comune esistenza. Gesù, nella sua presenza reale e eucaristica, esce dalla chiesa dove lo abbiamo tante volte rinchiuso e cammina al nostro fianco. Quel tappeto di fiori vuole essere il segno della sua accoglienza nella nostra esistenza.

Anna e Filippo  

Anche nella nostra parrocchia dal 2000 è invalsa la tradizione di allestire delle infiorate nel piazzale della chiesa. Grazie a Laura Casella, che poi ha passato il testimone ad Alessandra De Leonardis, in questi 20 anni si sono susseguiti una serie di tappeti di bellezza, vere e proprie opere d’arte, con il contributo prezioso di tanti collaboratori. Qui di seguito vi riportiamo qualche esempio in una galleria fotografica.