La parola ai sacerdoti

La parola ai sacerdoti

Giugno 17, 2020 Off Di Parrocchia SS. Anna e Gioacchino

Come hanno vissuto i nostri sacerdoti questo periodo in cui si sono dovuti “allontanare” dai loro fedeli, dalla loro famiglia parrocchiale?

Abbiamo voluto porgere qualche domanda a don Angelo per riuscire a capire cosa hanno provato…

Ormai sono tanti anni che siete arrivati a Lavinio e siete un punto di riferimento per i parrocchiani, che differenze trovate tra il Lavinio che avete trovato e quello di oggi?

Non è una domanda facile a cui rispondere se prima non facciamo un po’ di racconto.

La parrocchia nell’agosto del 1979, data del nostro arrivo, era molto diversa da come è adesso. Il territorio era molto più esteso. L’attuale parrocchia dell’Esaltazione della Santa Croce (Casello 45) non esisteva, era territorio nostro, era il luogo dove celebravamo la messa invitando tutti a partecipare.

Le traverse della Nettunense, da Casello 45 fino a Padiglione, erano parte della nostra parrocchia. Sul Terzo Stradone, dove ci sono le scuole, avevamo una cappella dove ogni domenica celebravamo la messa e ogni sabato facevamo  catechesi. Più tardi abbiamo costruito una cappella, l’attuale parrocchia, e l’abbiamo usata per le messe della domenica.

In quel periodo, avevamo anche un contratto con Gioia bus, per andare a prendere i bambini e i ragazzi per la catechesi e per farli partecipare alla messa domenicale.

Ora la popolazione è aumentata, siamo circa 15.000 abitanti durante il periodo invernale e molti di più durante il periodo estivo, il territorio invece è diminuito…. Con questa spiegazione potete tirare fuori le differenze!!!

Come state vivendo questi momenti così delicati?

Crediamo di viverli come tutti, cioè con angoscia, preoccupazione e forse anche con un po’ di paura.

 La tristezza di vedere sempre la chiesa vuota ci porta ad essere molto preoccupati per il futuro che non ci dà la certezza di vedere tutto diverso e migliore.

È vero che le tante iniziative organizzate da Don Vittorio, ci hanno dato la possibilità di “entrare” nelle case dei nostri parrocchiani e non perdere tutti i contatti con loro.

Cosa vorreste per la parrocchia del futuro?

Difficile rispondere a questa domanda senza sapere come si presenta il futuro. Cambieranno le cose? Si potrà pensare a riprendere le attività pastorali come erano prima?

Sarebbe bello poter programmare le attività della parrocchia come se davvero si trattasse di una famiglia, ma una famiglia guidata dal vangelo. Una pastorale più evangelica che giuridica. Capisco sia necessario il diritto canonico…… Però dopo il vangelo!!!!

Vorremmo una pastorale fatta dal prete con i fedeli. Ogni sacerdote ha uno stile e ogni famiglia parrocchiale vive situazioni diverse, per la cultura, per il tipo di lavoro, per il proprio territorio, ecc… ecc…. Una indicazione generale può essere necessaria, però ci vuole la libertà del prete per organizzarsi con la sua gente.