La piccola beata Gabriella tra santa Faustina e santa Teresa.

La piccola beata Gabriella tra santa Faustina e santa Teresa.

Novembre 19, 2020 Off Di Anna & Filippo

La nostra beata Maria Gabriella nasce a Dorgali, in Sardegna, nel 1914. Aveva sicuramente un bel “caratterino”, forte, contestataria, ostinata e anche un tantino ribelle. Con la morte di sua sorella però, verso i diciotto anni, divenne sempre più riservata e riflessiva. Aiutata probabilmente dal suo direttore spirituale cambiò completamente vita, scegliendo di entrare in monastero, precisamente nell’abbazia di Grottaferrata e nella Congregazione Trappista, all’età di 21 anni.

In una lettera scritta per la sua mamma, nel giorno della sua vestizione, leggiamo con non poca commozione, i suoi sentimenti più intimi: “Io sento che Egli mi ha amata sempre e mi ama adesso ancor di più. Comprendo questa grande predilezione che Egli ha avuto per me con questa grazia, mentre avrebbe potuto scegliere tante altre di me più degne e che più generosamente di me avrebbero corrisposto al Suo amore. Ma non è così. Egli ha voluto fare di me l’oggetto delle sue misericordie. Quando penso a questo mi confondo nel vedere il grande amore di Gesù per me…”.

All’interno del monastero il cambiamento divenne ancor più straordinario, la sua esperienza di conversione si dilatò e accrebbe sempre più: nemmeno un giorno scordò la gratitudine provata nei confronti di Dio, per il dono e la grazia ricevuti nella sua conversione.

Questa piccola sorella trappista però nascondeva e serbava un segreto. Il suo segreto era una decisione. Decisione presa con l’approvazione dei suoi superiori. Decisione di cui, dopo quel giorno, non parlò mai più a nessuno. Tanto che, presumibilmente, solo per salvaguardare questo suo segreto suor Maria Gabriella, consapevole ormai della sua fine e con il permesso della badessa, un giorno lasciò l’infermeria dove era ricoverata e si recò al noviziato per distruggere tutti i suoi scritti, pronunciando la frase “Sparisco io, sparisca tutto”. 

Il 23 aprile 1939 alle 5.30 del pomeriggio, con la massima serenità smise di respirare. Era la domenica del Buon Pastore e nel vangelo si leggeva: “Ho anche altre pecore, che non sono di quest’ovile; anche quelle devo raccogliere ed esse ascolteranno la mia voce, e vi sarà un solo gregge, un solo pastore” (Gv 10, 16).

Il suo segreto a questo punto, dopo la sua morte, venne reso noto: nel gennaio del ’38, infatti, aveva deciso di offrire la sua vita per l’unità dei cristiani. In ginocchio davanti alla sua badessa chiese: “Mi lasci offrire la mia vita, tanto che cosa vale? Io non faccio niente, non ho mai fatto niente. Lo ha detto Lei che si può fare con il dovuto permesso”. La Madre Badessa davanti a quella particolare richiesta da parte di una così giovane suora rimase pensierosa e prudente. Suor Maria Gabriella, però non mollò e dopo qualche giorno ritornò timidamente dalla badessa, affermando: “Mi pare proprio che il Signore lo voglia, mi sento spinta a questo senza volerci pensare”. A questo punto la Madre rispose: “Non dico né sì, né no. Si offra alla volontà di Dio. Lo chieda anche al padre cappellano. Farà poi il Signore quello che vuole”. 

Quella stessa sera la giovane suora cominciò ad avvertire un forte dolore alla spalla e una strana spossatezza. Il suo segreto era dunque la spiegazione della sua morte, di quel desiderio profondo di consumarsi totalmente e completamente per l’unità dei cristiani, perché diceva: “Sento che il Signore me lo chiede”. 

Intorno alla persona di questa sorella speciale, nel giro di pochi anni dalla sua morte e contro il suo desiderio di sparire per non attirare attenzione su di sé, crebbe moltissimo la devozione. Soprattutto quando ci si rese conto che offrì in sacrificio la sua giovane vita per l’unione delle chiese separate, quando era quasi completamente sconosciuta la stessa storia delle separazioni all’interno della Chiesa e quando ancora tra gli stessi cristiani tale divisione non si avvertiva come un problema.

Una piccola santa, quasi anonima e che nel segreto della sua cella si erge ad esempio per noi cristiani, rievocando lo spirito di una santa della misericordia come Faustina Kowalska, canonizzata da Giovanni Paolo II, e santa Teresa di Lisieux, maestra di ecumenismo.

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