1° gennaio: Madre di Dio

1° gennaio: Madre di Dio

Dicembre 29, 2021 Off Di Anna & Filippo

Probabilmente se qualcuno vi chiedesse a bruciapelo cosa si festeggia otto giorni dopo il Natale, cioè il primo giorno di gennaio, rispondereste Capodanno, tralasciando che nella liturgia della Chiesa Cattolica si ricorda la madre di Dio, Maria Santissima.

Questa giornata, però, per noi cristiani è una delle più importanti, perché solennità religiosa e festa di precetto. Le solennità, ricordiamo, sono il grado più alto delle celebrazioni e sono assegnate ai misteri più significativi della nostra fede. In questo mistero, o per precisione in questo dogma (ossia verità di fede) è affermata la natura umana e divina di Gesù Cristo e quindi è affermata, anche la maternità divina di Maria. Tale dogma è stato a lungo dibattuto nella chiesa degli albori e fu proclamato solennemente solo l’11 ottobre del 431 a Efeso. Era il 22 giugno quando a Maria Santissima fu attribuito il titolo di Theotokos, dal greco Theos (Dio) e tikto (partorire), quindi Colei che partorisce Dio; in latino vi è l’equivalente Deipara (Deus: Dio, para: da parere, partorire). La traduzione comune, in lingua italiana, di “Madre di Dio” però non rende bene né il testo greco, né quello latino, anzi, potrebbe portare a qualche fraintendimento. Nella nostra lingua, infatti, il termine “madre” indica solitamente colei che genera, ossia colei da cui ha origine il figlio, mentre i due termini classici, greco e latino, indicano solo colei che ha partorito. Questa distinzione così profonda ci fa penetrare nel mistero: Maria ha dato alla luce, in “carne umana”, il Verbo, la seconda persona della Trinità.

Nella tradizione della Chiesa, oltre questo dogma mariano, abbiamo altre 3 verità: la perpetua Verginità di Maria, l’Immacolata Concezione, l’Assunzione di Maria Santissima: Inoltre esistono altre verità mariane, altrettanto importanti e riconosciute dal magistero ordinario della Chiesa. Punto fondamentale, però, è che tutte queste verità in Suo onore non sono né autonome né indipendenti, ma dipendono tutte da Suo Figlio. Tuttavia, Maria, nome ebraico che vuol dire semplicemente “signora”, è la Donna per eccellenza del Nuovo Testamento, è Lei che fu tanto amata al punto da essere prescelta tra tutte le donne.

Sulle icone che rappresentano la Theotokos (Madre di Dio) sono sempre presenti alla destra e sinistra della sua testa 4 lettere greche : MP — ΘU, abbreviazione di mater Theou (madre di Dio)

A ricordo del XV centenario del Concilio di Efeso, papa Pio XI nel 1931 fissò la festa di Maria santissima Madre di Dio all’11 ottobre. La riforma liturgica dopo il Concilio Vaticano II portò la festa al 1° gennaio, come auspicio di bene per ogni uomo e modello per ogni cristiano. Infatti, nella liturgia di questo giorno viene letto un brano dell’evangelista Luca (2,16-21), dove si narra la visita dei pastori al bambino e a sua Madre. Furono loro a portare a tutti la notizia di quanto avevano visto e a testimoniare la straordinarietà di questa nascita e di conseguenza della maternità di Maria: essa fu riconosciuta da persone umili, come i pastori, che si fidarono dell’annuncio dell’Angelo.

E allora, in questo anno dedicato al Sommo Poeta, non possiamo che finire con l’ultimo canto del Paradiso, con la preghiera di san Bernardo alla Vergine Maria, affinché Lei interceda presso Dio. È un’invocazione tanto bella e significativa da essere inserita tra le preghiere liturgiche: anche il solo primo verso contiene misteri insondabili che solo la fede… ci fa accogliere.

Vergine Madre, figlia del tuo figlio,

umile e alta più che creatura,

termine fisso d’etterno consiglio,

tu se’ colei che l’umana natura

nobilitasti sì, che ’l suo fattore

non disdegnò di farsi sua fattura.

Nel ventre tuo si raccese l’amore,

per lo cui caldo ne l’etterna pace

così è germinato questo fiore.

Qui se’ a noi meridïana face

di caritate, e giuso, intra ’ mortali,

se’ di speranza fontana vivace.

Donna, se’ tanto grande e tanto vali,

che qual vuol grazia e a te non ricorre

sua disianza vuol volar sanz’ali.

La tua benignità non pur soccorre

a chi domanda, ma molte fïate

liberamente al dimandar precorre.

In te misericordia, in te pietate,

in te magnificenza, in te s’aduna

quantunque in creatura è di bontate.