TEMPO DI AVVENTO. TEMPO DI RISPONDERE.

TEMPO DI AVVENTO. TEMPO DI RISPONDERE.

Dicembre 18, 2022 Off Di Parrocchia

IV  DOMENICA DI AVVENTO 18 DICEMBRE 2022.

A cura di Venera Diamante

Per le letture del giorno: 

https://www.vaticannews.va/it/vangelo-del-giorno-e-parola-del-giorno.html

Già nel 434 D.C. circa, nella VI Domenica di Avvento si celebrava una festa mariana. Nel rito ambrosiano si festeggia  il grande mistero della divina e verginale maternità di Maria Santissima: una Vergine che diventa Madre pur rimanendo Vergine ed un Dio che si fa uomo pur mantenendo la Sua Divinità.

Come è possibile? Se lo sarà chiesto anche Giuseppe al momento giusto…

La contemplazione di Maria e del suo “Fiat” ci hanno introdotto ed accompagnato nel tempo di Avvento, tempo di attesa. Tempo di attesa che spesso ci porta a sperare in una liberazione  da situazioni difficili e scomode che spianino la via ad una vita più facile.

E invece oggi, nell’ultima domenica di Avvento che ci separa dal Natale, siamo portati a scoprire Gesù (letteralmente “Colui che salva”), come Colui che guarisce le nostre cecità, che ci desta dal sonno, che ci libera dai peccati che ci separano dalle Sue promesse e dalla Gioia che ci attende.

Nella prima lettura Acaz non vuole chiedere un segno al Signore nonostante Dio lo inviti a farlo. Ma come, perché?! Acaz non crede. Non vuole segni perché non vuole essere scomodato dalla “Comfort zone” delle sue certezze. Ha già tutte le risposte. Quante volte…

Ma il Signore ha voluto lavare il peccato della Sua cecità e della Sua incredulità (la scena si svolge vicino alla piscina di Siloe, luogo di guarigione del cieco nato) e gli dona lui Stesso un Segno. Maria, madre della Speranza, sarà ed è il Segno e Gesù la realizzazione delle Promesse. Maria è il Segno che la Misericordia di Dio supera la nostra umanità.

Nel tempo di Avvento il Signore vince le nostre resistenze con il dono della SPERANZA, dono che sopravvive anche alla nostra incredulità. La Speranza c’è comunque, anche se siamo infedeli, anche se siamo increduli o  atterriti dal nostro peccato, anche quando tutti gli errori che ci siamo seminati dietro ci portano a pensare di non poter riprendere il cammino.

Ce lo ricorda il tempo di Avvento che la SPERANZA ci sopravvive. Speranza nella Bontà di Dio. Maria è il Segno della Bontà di Dio.

Maria, per aver sperato e creduto, ha generato la Salvezza e ha permesso la realizzazione delle promesse di Dio.

Contemplando Maria – che oggi viene ricordata insieme a Giuseppe – siamo condotti a scoprire che Dio ha voluto e vuole la nostra Salvezza, nonostante noi. E Maria ne è il Segno. Maria è la Prova che Dio è Buono. E’ anche la prova che il Progetto che ci salva è iniziativa di Dio, il Nuovo che ci attende è iniziativa di Dio. Maria è l’iniziativa dello Spirito Santo, e Giuseppe siamo noi. Noi che siamo chiamati ad accettare i limiti della nostra comprensione, a Fidarci senza capire, a rispondere a quella speranza di bellezza che Dio ci ha seminato nel cuore dal momento del concepimento e che ha animato Giuseppe, lo ha destato dal sonno e gli ha permesso di cooperare al disegno di Salvezza di Dio, di obbedire e di rispondere alla sua chiamata.

Concludiamo questo tempo di Avvento, attendendo la Salvezza che Gesù è venuto a portare: la guarigione dalle nostre cecità, dalle cecità che ci separano dalla Sua Luce, la salvezza dal peccato che ci impedisce di poter compiere il miglior bene possibile, in risposta alla chiamata di Dio.

Ci siamo….è ora di rispondere!